Dipendenze dal cellulare.

Dipendenze dal cellulare.

L’articolo di cui parlerò oggi è questo!

Poco importa che sia “touch” o no. Quell’apparecchio dà un senso di libertà, indipendenza e sicurezza, viene sempre portato con sé, viene usato ovunque, dà la possibilità di essere raggiungibili e di poter comunicare in qualsiasi momento con il mondo sui social e coi messaggi. Risultando così “assenti” nei legami affettivi e familiari.
Sempre connessi, insomma. Ventiquattr’ore su 24. C’è chi è talmente dipendente dallo smartphone da arrivare a provare un senso di malessere, fino una vera e propria angoscia.
I dipendenti dall’sms hanno il continuo bisogno di inviare e ricevere messaggi di testo, spesso dimostrano un callo al pollice o hanno il tastierino consumato, e usano il T9 per scrivere velocemente. L’umore della giornata dipende dal numero di addebiti ricevuti, si inviano messaggi a se stessi o persone nell’immediata vicinanza.
Quando telefonano lo fanno a voce alta o quando ricevono una chiamata fanno squillare a lungo il telefonino per farlo sentire a tutti i presenti.
Spesso le persone che fanno un uso smoderato dello smartphone rischiano di ritirarsi dal rapporto con il mondo e di rimanere sempre più sole, per sopportare questa solitudine si trovano ore con il telefonino in mano giocando a giochi interattivi, inviando sms, e «rischiano di disimparare sia a trasmettere le loro emozioni in modo adeguato usando la comunicazione verbale sia a usare la mente per immaginare l’altro e il mondo», spiega ancora Michela Romano. Altri disagi che si manifestano sono: la perdita di interessi, forti balzi d’umore, disturbi del sonno e dell’alimentazione, suo di farmaci e droghe, conflitti con le persone vicine, problemi di lavoro.
Il mondo dei giovani è quello più a rischio di sviluppare un uso patologico e, quindi si mira a un lavoro di prevenzione e una nuova forma di educazione.
Chi invece ha una vera e propria dipendenza dovrebbe ridurne l’uso gradualmente partendo da poche ore al giorno per imparare a ridurre la tolleranza all’ansia dell’attesa e, approfondire nel programma terapeutico i problemi che hanno innescato tale dipendenza.

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