IL COMPLESSO DI SANTA CROCE

IL COMPLESSO DI SANTA CROCE

 

L’area monumentale di Santa Croce è un complesso formato da diversi edifici situati in un’area archeologica dove sono presenti resti di una grande villa romana. Gli edifici sono una torre osservatorio detta “Specola”, un edificio un tempo adibito a scuola ed una chiesa in stile “neogotico”. Il complesso di Santa Croce è stato costruito da un benefattore ed è poi stato tenuto dai monaci dell’ordine dei “Frati Bigi”Doveva essere una torre “osservatorio astronomico” poiché uno dei padri (padre Candido) era appassionato di astronomia; la torre è formata da tre ambienti sovrapposti e da una terrazza merlata, una scala a chiocciola collega i vari ambienti sovrapposti. Sulla terrazza attualmente ci sono degli apparecchi per rilievi meteorologici

La Specola è stata restaurata negli anni 80 ed è ritornata nella forma originaria. All’esterno i muri sono rivestiti con un bugnato ed è coronata da 4 torrette angolari. La forma della torre richiama l’aspetto di una delle torri del castello del Miramare a Trieste.Attualmente la specola non ha una destinazione particolare, è chiusa ed è visitabile su prenotazione. Il piazzale davanti alla Specola è uno dei resti della Villa Romana, al di sotto ci sono ambienti ipogei coperti a volta.

 L’edificio di Santa Croce, realizzata all’inizio del 900, è una grande costruzione ed è stata adibita per decenni a scuola media. Attualmente è in attesa di essere ristrutturato. Su un lato dell’edificio vi è una bellissima chiesetta in stile neogotico con l’interno decorato con affreschi ricchi di significati religiosi sulla volta è rappresentato un cielo stellato.

Gli scavi romani sono i resti di una antica villa di proprietà di un nobile romano, realizzata nei primi secoli. Sul fianco dell’edificio che era adibito a scuola si notano i resti di un edificio termale. Di fronte, dall’altra parte della strada, ci sono ambienti coperti a volta che affacciano sul mare creando una terrazza che affaccia sulla baia di Sapri di incomparabile valore paesaggistici.

 

A cura di Marika De Martino e Giada Palmieri

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